Cari amici della rosolatura, oggi un bel piatto di riciclo che non guasta mai! Con questo freddo, certamente qualcuno di voi si è cimentato nella preparazione di un corroborante brodo di carne, magari servito con dei tortellini.. E come biasimarvi! Questo è un classicone invernale da tempo immemorabile, dunque pollici alzati per la scelta. Ora però, che fare di quel meraviglioso lesso avanzato? Se non siete amanti della senape o della carne bollita, se i vostri bambini vi hanno chiaramente fatto intendere che quella carne lì non la mangeranno mai visto che è brutta, scura e magari con un po' di nervetti, io ho la soluzione a portata di mano. Care mamme, riciclate il lesso facendolo diventare polpette! Nessun bimbo che si rispetti è infatti in grado di resistere al gusto e alla sferica forma delle palline di carne, neanche il più capriccioso. E fatele al sugo, così poi ci potete condire il riso o la pasta :-) Vi avverto però, non sono per niente una roba leggera, anzi...!
Per i puri di cuore, il mio ultimo racconto in calce al post (come dice il mio fidanzato, finalmente un po' d'azione in queste tue storie...!)
Piccola guida di sopravvivenza alla cena con ospiti. Con un retrogusto letterario. Check out our English Version!
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domenica 12 febbraio 2012
giovedì 27 ottobre 2011
Come ti riciclo il broccolo...
Il broccolo, si sa, è croce e delizia per una casalinga sulla via della disperazione come la sottoscritta. In primis, perchè quando l'hai cucinato l'odore si sparge non solo per casa, ma per tutto il condominio. Non basta l'annuale scorta di deodoranti per ambienti a mandarlo via, si insidia nelle narici e non lo levi più. In secundis, è delizia perchè ha un sapore deciso ma al contempo assai versatile e dunque si presta benissimo a diversi miscugli ed esperimenti. Quando te ne è avanzato un poco, ci si può arrischiare nella sperimentazione di paste, risi e sformatini. Siccome del broccolo con le arance me ne è rimasto un po' sul groppone, sarà il caso di provare a sfruttare appieno le potenzialità di questo ortaggio, già ampiamente bistrattato dalla lingua italiana e retrocesso a sinonimo di imbranato, (Ma che broccolo che sei, Sei un broccolo, Non fare il broccolo etc.)
Noi della Lega per la Difesa e la Dignità del Broccolo (LDDB) ci adoperiamo affinchè si ristabilisca e si ripristini l'onore e il rispetto verso questo ortaggio! In particolare se comincia a rattrappirsi e a chiedervi di chiudere la porta quando quando avete finito di armeggiare con la birra..
Ingredienti:
gli avanzi del broccolo
una salsiccia ( odella pancetto, o anche niente che viene buono lo stesso)
200g di pasta (io ho usato le trofie)
un cucchiaio di senape (io c'ho quella in grani...)
uno spicchio d'aglio
Mettete a bollire l'acqua per la pasta. In una padella, fate rosolare uno spicchio d'aglio in camicia (non sbucciato). Fate a pezzetini la salsiccia (che io avevo precedentemente lessato, in modo da sgrassarla un po', ma potete anche farla cuocere direttamente nella padella) e aggiungete il broccolo con le arance avanzato. Aggiungete un cucchiaio di senape in grani e mezza tazza d'acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto. Una volta scolata la pasta, ripassatela nella padella con il condimento. Aggiungete un filo d'olio e servite caldo.
Les jeux sont fait ;-)
Noi della Lega per la Difesa e la Dignità del Broccolo (LDDB) ci adoperiamo affinchè si ristabilisca e si ripristini l'onore e il rispetto verso questo ortaggio! In particolare se comincia a rattrappirsi e a chiedervi di chiudere la porta quando quando avete finito di armeggiare con la birra..
Ingredienti:
gli avanzi del broccolo
una salsiccia ( odella pancetto, o anche niente che viene buono lo stesso)
200g di pasta (io ho usato le trofie)
un cucchiaio di senape (io c'ho quella in grani...)
uno spicchio d'aglio
Mettete a bollire l'acqua per la pasta. In una padella, fate rosolare uno spicchio d'aglio in camicia (non sbucciato). Fate a pezzetini la salsiccia (che io avevo precedentemente lessato, in modo da sgrassarla un po', ma potete anche farla cuocere direttamente nella padella) e aggiungete il broccolo con le arance avanzato. Aggiungete un cucchiaio di senape in grani e mezza tazza d'acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere a fuoco medio una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto. Una volta scolata la pasta, ripassatela nella padella con il condimento. Aggiungete un filo d'olio e servite caldo.
Les jeux sont fait ;-)
venerdì 16 settembre 2011
Frittatone 1000 gusti + uno
Avete presente quelle zucchine asfittiche che si annidano negli angoli del vostro frigorifero? O quegli scampoli di formaggio imprigionati nel cellophan che vi implorano di essere mangiati? Date il meritato riposo ai vostri avanzi... Preparate un Gran Frittatone di fantozziana memoria! Mmmmm.. che bontà! E quante versioni ce ne sono... Già, perché la frittata si può fare con praticamente tutti gli avanzi che avete in frigo e dunque assumere tutte le forme e i profumi che più vi aggradano (cercando di evitare gli harrypotteriani cerume e muffa!)
Diciamo la verità, se come me siete amanti del Gran Mischione, allora questa è la ricetta adatta: non ci sono limiti, non ci sono regole, non ci sono tabù... Solo la vostra fantasia, la vostra audacia e gli ingredienti che avete a disposizione nel frigo. Può essere alta, può essere bassa, può essere asciutta o molliccia, dipende solo da cosa vi piace di più. Personalmente, la morte sua è dentro il panino, possibilmente una rosetta.
Un piatto semplicissimo, veloce, gustoso sia freddo che caldo, sempre gradito dagli ospiti e dai bambini. Certo, non è il massimo della nouvelle cousine nè della leggerezza, ma se i vostri ospiti sono più per la sostanza che per l'apparenza, non indugiate... Prendete le uova e aprite il frigo! Nel mio, oggi ho trovato:
Ingredienti: ( per 4 persone, a meno che tra i vostri commensali non vi sia un Emo che mangia per 3)
4 uova
4 zucchine romanesche
2 cipollotti freschi
2 filetti di alici sott'olio
olive nere
aglio
latte
parmigiano
olio e.v.o.
olio di semi
sale e pepe
Tagliate via la parte verde e le radichette dei cipollotti. Affettateli sottili sottili.
Fate scaldare l'olio e.v.o. in un padellino, spezzettate le alicette e con un mestolo di legno girate fino a che non si saranno sciolte. Aggiungete i cipollotti e fate soffriggere a fiamma bassa. Salateli, aggiungete un mezzo cucchiaino di zuccheroe un dito d'acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per una ventina di minuti. Nel frattempo, lavate e tagliate in senso verticale le zucchine. Affettate le metà sottilemente. Schiacciate le olive nere con le dita per eliminare il nocciolo. Mondate uno spicchio d'aglio.
In una padella, fate scaldare l'olio,aggiungete l'aglio e fatelo imbiondire. A questo punto versate le zucchine e le olive e lasciate cuocere a fiamma alta, sfumando, se vi piace con un dito di vino bianco. Quando saranno ben trifolate (fase di sbruciacchiamento), spengete il fuoco.
In una ciotola, sbattete le uova con una forchetta. aggiungete il parmigiano, il latte, il sale il pepe e se vi piace una grattata di noce moscata. Continuate a mescolare con la forchetta fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati. A quel punto, aggiungete le zucchine e i cipollotti.
In una padella più o meno ampia (a seconda che vogliate una frittata più bassa o più alta) fate scaldare abbondante olio di semi. Quando sarà ben caldo (va bene se gettando una goccia di uovo comincia a friggere subito) versate il composto e, aiutandovi con un mestolo di legno, sollevate leggermente i bordi di tanto in tanto, affinche l'uovo crudo rimasto in superficie si depositi verso l'esterno.
Dopo circa 6/7 minuti va girata. E qui ci vuole un pizzico di destrezza e anche di fortuna! Prendete un coperchio possibilmente piatto che copra interamente la padella. Con un gesto veloce e deciso girate la padella (attenti che l'olio potrebbe uscire e ustionarvi una mano!). La frittata ora è sul coperchio e con un movimento sussultorio, rimettetela nella padella. Voilà, la frittata è girata! L'operazione del rivoltamento io la faccio sopra il lavello della cucina, così, in caso di disastro, pulisco più in fretta...!
Lasciatela cuocere per altri 5 o 6 minuti. Spengete il fuoco, prendete un piatto piano e ripetete l'operazione del rivoltamento. La frittata è pronta, potete andare a chiamare il Ragionier Filini!!
Diciamo la verità, se come me siete amanti del Gran Mischione, allora questa è la ricetta adatta: non ci sono limiti, non ci sono regole, non ci sono tabù... Solo la vostra fantasia, la vostra audacia e gli ingredienti che avete a disposizione nel frigo. Può essere alta, può essere bassa, può essere asciutta o molliccia, dipende solo da cosa vi piace di più. Personalmente, la morte sua è dentro il panino, possibilmente una rosetta.
Un piatto semplicissimo, veloce, gustoso sia freddo che caldo, sempre gradito dagli ospiti e dai bambini. Certo, non è il massimo della nouvelle cousine nè della leggerezza, ma se i vostri ospiti sono più per la sostanza che per l'apparenza, non indugiate... Prendete le uova e aprite il frigo! Nel mio, oggi ho trovato:
Ingredienti: ( per 4 persone, a meno che tra i vostri commensali non vi sia un Emo che mangia per 3)
4 uova
4 zucchine romanesche
2 cipollotti freschi
2 filetti di alici sott'olio
olive nere
aglio
latte
parmigiano
olio e.v.o.
olio di semi
sale e pepe
Tagliate via la parte verde e le radichette dei cipollotti. Affettateli sottili sottili.
Fate scaldare l'olio e.v.o. in un padellino, spezzettate le alicette e con un mestolo di legno girate fino a che non si saranno sciolte. Aggiungete i cipollotti e fate soffriggere a fiamma bassa. Salateli, aggiungete un mezzo cucchiaino di zuccheroe un dito d'acqua. Coprite con un coperchio e fate cuocere per una ventina di minuti. Nel frattempo, lavate e tagliate in senso verticale le zucchine. Affettate le metà sottilemente. Schiacciate le olive nere con le dita per eliminare il nocciolo. Mondate uno spicchio d'aglio.
In una padella, fate scaldare l'olio,aggiungete l'aglio e fatelo imbiondire. A questo punto versate le zucchine e le olive e lasciate cuocere a fiamma alta, sfumando, se vi piace con un dito di vino bianco. Quando saranno ben trifolate (fase di sbruciacchiamento), spengete il fuoco.
In una ciotola, sbattete le uova con una forchetta. aggiungete il parmigiano, il latte, il sale il pepe e se vi piace una grattata di noce moscata. Continuate a mescolare con la forchetta fino a che gli ingredienti non saranno ben amalgamati. A quel punto, aggiungete le zucchine e i cipollotti.
In una padella più o meno ampia (a seconda che vogliate una frittata più bassa o più alta) fate scaldare abbondante olio di semi. Quando sarà ben caldo (va bene se gettando una goccia di uovo comincia a friggere subito) versate il composto e, aiutandovi con un mestolo di legno, sollevate leggermente i bordi di tanto in tanto, affinche l'uovo crudo rimasto in superficie si depositi verso l'esterno.
Dopo circa 6/7 minuti va girata. E qui ci vuole un pizzico di destrezza e anche di fortuna! Prendete un coperchio possibilmente piatto che copra interamente la padella. Con un gesto veloce e deciso girate la padella (attenti che l'olio potrebbe uscire e ustionarvi una mano!). La frittata ora è sul coperchio e con un movimento sussultorio, rimettetela nella padella. Voilà, la frittata è girata! L'operazione del rivoltamento io la faccio sopra il lavello della cucina, così, in caso di disastro, pulisco più in fretta...!
Lasciatela cuocere per altri 5 o 6 minuti. Spengete il fuoco, prendete un piatto piano e ripetete l'operazione del rivoltamento. La frittata è pronta, potete andare a chiamare il Ragionier Filini!!
giovedì 28 luglio 2011
L'ottavo re di Roma: il supplì
Sebbene gli amici giallorossi dedichino a Francesco Totti il titolo onorifico di ottavo Re di Roma, purtroppo non mi è possibile concordare con loro.
Dopo Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio Anco Marcio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, l'ottavo re di Roma è sicuramente il Supplì al telefono. Re e Signore del gusto, baluardo dell'identità romanesca. Ma anche piatto di riciclo per eccellenza: da tradizione infatti, il supplì è fatto con l'avanzo del risotto del giorno prima a cui si aggiunge un cuore filante. Quando è caldo, se lo si spezza a metà, le due parti restano collegate da un simpatico filo di mozzarella, a mo' di vecchio telefono.
Forse è un po' anacronistico in quest'epoca di comunicazione wireless, ma certo ancora in grado di regalarci attimi di piacere old style!
Per tutti coloro che non sono della Città Eterna, un avvertimento: mai dire ad un romano che il supplì è una specie di arancino, lo ferireste nel profondo.. :-)
Ingredienti:
Il riso avanzato del giorno prima, preferibilmente al ragù (sebbene ogni avanzo risoso per me vada bene. Lo so, i puristi mi linceranno per questo!)
3 uova
una mozzarella
pangrattato
parmigiano (se proprio volete esagerare!)
olio di semi per friggere
Mettete il riso avanzato in una ciotola (è davvero importante che sia del giorno prima, in modo che resti sufficientemente colloso e non vi si apra in cottura). aggiungete un uovo e il parmiggiano e impastate fino a completa amalgamazione. Sbattete le uova in un piatto fondo. In un piatto piano versate il pangrattato.
Con le mani formate delle pallette di riso e, al centro, posizionate un poco di mozzarella tritata. Coprite con un'altra pallettina di riso, in modo che la mozzarella non esca fuori e sia interamente circondata dal composto. Passate i supplì nell'uovo e poi nel pangrattato. E poi di nuovo nell'uovo e di nuovo nel pangrattato.
Nel frattempo fate scaldare una padella con abbondante olio (la cosa migliore sarebbe cuocere i supplì uno per uno in un pentolino profondo, in modo che l'olio lo copra interamente e la doratura sia uniforme, se invece volete fare prima, la padella va benissimo, con l'accortezza che l'olio deve arrivare almeno a metà altezza del supplì). Immergete i supplì e fate cuocere fino a che non diventano belli dorati, poi girateli e fate dorare l'altro lato.
Scolateli dall'olio e metteteli in un piatto su cui avrete disposto della carta assorbente. Una spolverata di sale e...
Benvenuti a Roma!
Dopo Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio Anco Marcio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, l'ottavo re di Roma è sicuramente il Supplì al telefono. Re e Signore del gusto, baluardo dell'identità romanesca. Ma anche piatto di riciclo per eccellenza: da tradizione infatti, il supplì è fatto con l'avanzo del risotto del giorno prima a cui si aggiunge un cuore filante. Quando è caldo, se lo si spezza a metà, le due parti restano collegate da un simpatico filo di mozzarella, a mo' di vecchio telefono.
Forse è un po' anacronistico in quest'epoca di comunicazione wireless, ma certo ancora in grado di regalarci attimi di piacere old style!
Per tutti coloro che non sono della Città Eterna, un avvertimento: mai dire ad un romano che il supplì è una specie di arancino, lo ferireste nel profondo.. :-)
Ingredienti:
Il riso avanzato del giorno prima, preferibilmente al ragù (sebbene ogni avanzo risoso per me vada bene. Lo so, i puristi mi linceranno per questo!)
3 uova
una mozzarella
pangrattato
parmigiano (se proprio volete esagerare!)
olio di semi per friggere
Mettete il riso avanzato in una ciotola (è davvero importante che sia del giorno prima, in modo che resti sufficientemente colloso e non vi si apra in cottura). aggiungete un uovo e il parmiggiano e impastate fino a completa amalgamazione. Sbattete le uova in un piatto fondo. In un piatto piano versate il pangrattato.
Con le mani formate delle pallette di riso e, al centro, posizionate un poco di mozzarella tritata. Coprite con un'altra pallettina di riso, in modo che la mozzarella non esca fuori e sia interamente circondata dal composto. Passate i supplì nell'uovo e poi nel pangrattato. E poi di nuovo nell'uovo e di nuovo nel pangrattato.
Nel frattempo fate scaldare una padella con abbondante olio (la cosa migliore sarebbe cuocere i supplì uno per uno in un pentolino profondo, in modo che l'olio lo copra interamente e la doratura sia uniforme, se invece volete fare prima, la padella va benissimo, con l'accortezza che l'olio deve arrivare almeno a metà altezza del supplì). Immergete i supplì e fate cuocere fino a che non diventano belli dorati, poi girateli e fate dorare l'altro lato.
Scolateli dall'olio e metteteli in un piatto su cui avrete disposto della carta assorbente. Una spolverata di sale e...
Benvenuti a Roma!
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